

La permanenza degli ospiti all’interno della Struttura è da considerarsi solo una fase, seppure importante e delicata, di un più lungo percorso che culmina nell’inserimento graduale e soddisfacente dei giovani stessi nel più ampio contesto territoriale.
Il rapporto con le realtà territoriali, siano esse istituzioni pubbliche o del privato sociale, deve essere realizzato in una prospettiva biunivoca:
1. da un lato, il territorio offre risorse che possono contribuire a colmare i bisogni formativi dei giovani. I servizi pubblici sanitari, ad esempio, ottemperano ai bisogni di prevenzione, cura e riabilitazione delle persone in difficoltà, mentre le associazioni di volontariato costituiscono uno spazio in cui il giovane può interessarsi a problematiche che riguardano altre persone e così mettere a frutto le proprie personali capacità rispondendo, anche in questo modo e nel concreto, alle domande
esistenziali e sul significato della vita che cominciano a porsi in questa fase del ciclo vitale.
Questo implica realizzare un capillare ed accurato lavoro di rete che consiste nell’attivare, a livello territoriale, relazioni in cui vengono coinvolte non solo le istituzioni ma anche le singole persone che possono dare il loro contributo nella realizzazione del progetto individualizzato a favore del giovane;
2. dall’altro lato, il Gruppo Appartamento si pone come interlocutore significativo nel contesto territoriale impegnandosi nel denunciare quelle situazioni di degrado che sono concausa di disagio per i giovani e stimolando quindi l’intervento delle autorità preposte.
In quest’ottica, ogni intervento educativo si trova ad essere un punto nella rete di opportunità, presenti o da attivare, intorno alle persone. In ogni territorio, infatti, agiscono simultaneamente e sinergicamente diverse reti cui l’individuo può appartenere in modo esclusivo o meno. Per questo, ogni intervento vuole configurarsi come luogo di socializzazione: l’attenzione si sposta dall’individuo singolo ed isolato alle sue relazioni con il contesto, con gli altri individui, con le istituzioni, con i gruppi, con i servizi, … in una visione circolare in cui il comportamento di ciascun membro in un sistema (famiglia, gruppo sociale, servizio, …) influenza inevitabilmente il comportamento degli altri ed a sua volta ne è influenzato.
Dal punto di vista operativo la Comunità cercherà di:
¨ realizzare una mappatura delle risorse esistenti sul territorio;
¨ mantenere i legami con le istituzioni del territorio (informare/informarsi);
¨ attivare la formazione, in collaborazione con i municipi e con le altre associazioni presenti sul territorio, di un movimento di famiglie affidatarie che si occupi della sensibilizzazione, formazione, invio, sostegno e auto-mutuo-aiuto delle famiglie disponibili ad intraprendere percorsi di affido;
¨ realizzare un accurato lavoro di rete, mettendo in essa le risorse private, istituzionali, associative;
La Struttura si avvale di molti collegamenti esterni. Anzitutto con il Tribunale per i Minorenni, poi con i Servizi Sociali dei vari Municipi, le ASL e i presidi ospedalieri in particolare con l’ospedale pediatrico “ Bambin Gesù” di Palidoro.
Importante è il rapporto con la Scuola come agenzia educativa che influisce nella formazione psicosociale dei bambini.
Più debole è il rapporto con la parrocchia per quanto riguarda il volontariato: ci si avvale di gruppi parrocchiali dei paesi vicini.
